Il ritiro delle truppe dall'Afghanistan inizierà a maggio e terminerà a settembre. Così il ministro degli Esteri Luigi Di Maio sul Corriere della Sera: "ci coordineremo con gli americani e gli altri alleati. Inizieremo il primo di maggio e ci aspettiamo che la logistica pesante americana sia l'ultima a partire entro l'11 settembre". E avverte: "Non smetteremo di aiutare il Paese. I nostri progetti di cooperazione continueranno. Del resto al Qaida è stata battuta. Osama Bin Laden è morto". L'Italia e gli Stati Uniti - osserva - "non sono mai state tanto vicine. L'Italia non ha mai mutato il suo posizionamento geopolitico di fondo. I nostri governi sono sempre stati fedeli all'Alleanza atlantica". Inoltre "il governo di Joe Biden ha cambiato approccio rispetto alla precedente amministrazione Trump. Questa amministrazione Usa non è certo isolazionista, siamo perfettamente allineati su questioni fondamentali come la difesa dei diritti umani o dell'ambiente". Il ministro degli Esteri spiega anche che i rapporti con la Cina per quanto riguarda l'intensità degli scambi commerciali sono forti e l'attività delle imprese italiane va favorita; anche se, aggiunge, "non ho mai smesso di esprimere le nostre preoccupazioni per la repressione contro la minoranza musulmana degli Uiguri e le rivolte di Hong Kong". Allo stesso modo sulla Russia, si è in sintonia con Biden nel "condannare la repressione in Bielorussia o la persecuzione di Aleksej Navalny da parte del regime di Putin".
"I nostri rapporti con l'Egitto non sono mai stati tanto bassi - rileva poi Di Maio - il caso Regeni resta irrisolto. Ci sono principi relativi ai diritti umani che non sono negoziabili e le decisioni del parlamento restano sovrane. Il tema è piuttosto bilanciare la nostra comunicazione, evitare escalation, per liberare Zaki e arrivare alla verità su Regeni". Sul capitolo Turchia: "Occorre tenere in considerazione tutto ciò che ha detto Draghi, inclusa la necessità di cooperare con i turchi. Io però non entro in questo botta e risposta, evito di inasprire le tensioni". Il fronte della Libia: "La nostra ambasciata è sempre stata aperta" e "prestissimo" riaprirà il consolato a Bengasi, "credo entro il primo giugno. Nei prossimi giorni nomineremo il console. Intanto abbiamo già firmato il trattato contro la doppia imposizione fiscale, che faciliterà le nostre imprese in Libia. Centrale sarà spingere, anche assieme agli americani, per espellere i mercenari stranieri. Ne parlerò con la nuova ministra degli Esteri, Najla Mangoush, che il 22 aprile sarà a Roma". Sui migranti, Di Maio fa presente che "il sistema migliore è rafforzare i controlli", aggiungendo che "Leonardo, tra le altre, da tempo offre strumenti che aiutano questa missione".
(Unioneonline)