Cagliari 0
Lecce 2
Cagliari (3-4-3) : Caprile; Zé Pedro, Mina, Obert (34’ st Trepy); Zappa (12’ st Mazzitelli), Adopo, Sulemana, Idrissi; Palestra, Pavoletti (12’ st Kılıçsoy), Esposito. In panchina Sherri, Ciocci, Juan Rodríguez, Raterink, Albarracín, Dossena, Liteta, Mendy, Cogoni. Allenatore Pisacane.
Lecce (4-2-3-1) : Falcone; Veiga, Gaspar, Tiago Gabriel, Gallo; Ramadani, Coulibaly (47’ st Fofana); Pierotti (41’ st Siebert), Gandelman (41’ st Ngom), Sottil (35’ st Ndaba); Cheddira (35’ st Štulić). In panchina Früchtl, Samooja, Sala, N’Dri, Helgason, Jean, Marchwiński, Kovač. Allenatore Di Francesco.
Arbitro : Feliciani di Teramo.
Rete : nella ripresa 20’ Gandelman, 31’ Ramadani.
Note : angoli 8-2. Recupero 1’ pt-6’ st. Spettatori 16.133 per un incasso di 355.729 euro.
Un fulmine a ciel sereno. La sconfitta per 0-2 con il Lecce, la seconda di fila dopo quella in casa della Roma, toglie qualche certezza al Cagliari, oltre al sorriso, per quanto la classifica continui a essere rassicurante e la salvezza sempre lì, dietro l’angolo, con tredici partite ancora da giocare. Serata stregata alla Domus, gestita forse con sufficienza e approssimazione dalla squadra di Pisacane, al di là delle assenze e degli acciacchi vari che hanno inevitabilmente pesato, questo sì. Evidentemente più lucidi e, soprattutto, più affamati i salentini dell’ex Di Francesco, che grazie a questi tre punti agganciano la Cremonese e il Genoa a quota 24 a -4 quindi dai rossoblù, ai quali non basta l’arrembaggio finale, più di pancia che di testa, per salvare almeno la faccia. Gandelman e Ramadani, tra il 20’ e il 30’ della ripresa, fissano così i confini (invalicabili) del match riportando i rossoblù sulla terra proprio nel giorno in cui avrebbero potuto cambiare la storia del loro campionato.











