«Una brutta sconfitta». Per Gabriele Zappa quella col Lecce è una battuta d’arresto che riporta il Cagliari con i piedi per terra. «Ci tenevamo a vincere in casa contro una diretta concorrente. Nel primo tempo abbiamo avuto buone occasioni per poter sbloccare il risultato. Io in primis, ho avuto una chance che avrei dovuto sfruttare meglio. Il calcio è fatto di episodi. Se avessi segnato nel primo tempo la partita avrebbe preso sicuramente un’altra piega. Purtroppo, abbiamo subito il gol da palla inattiva. Nelle scorse partite abbiamo dimostrato di essere una squadra solida quando siamo passati in vantaggio». Le assenze pesano ma fino ad un certo punto: «Ci sono mancati giocatori importanti. Ma la rosa è fatta da ventotto elementi, tutti vanno in campo per dare sempre il massimo. Ognuno di noi ha sempre dimostrato di essere all’altezza». Poi il mea culpa: «Forse c’è stata un po’ di frenesia. In casa, quando si gioca contro una diretta concorrente, si gioca sempre per vincere. È stato un peccato».
Voltare pagina
Lo sguardo è già proiettato al match di sabato, alla Domus, contro la Lazio. «La fortuna del calcio è che possiamo già riscattarci fra pochi giorni. Come? Trovando le certezze che avevamo nelle tre gare che abbiamo vinto. Dobbiamo cercare di portare a casa tre punti con la Lazio». La salvezza ancora tutta da conquistare, ma la posizione di classifica non preoccupa: «A inizio anno tutti avrebbero firmato per essere qui. Avevamo un bel match point per allungare. Ma queste sconfitte capitano. Nelle tre vittorie consecutive stavamo andando bene facendo leva sull’entusiasmo. Sappiamo che dobbiamo reagire il prima possibile». La carica: «Sono qua da sei anni, ne ho viste tante e so come si può reagire. Mancano ancora tante partite. Non dobbiamo mollare e pensare gara dopo gara, senza fare calcoli».
Il rientro
Titolare dopo oltre un mese dall’infortunio: «Mi sono fermato alla vigilia della gara contro la Juve», racconta il terzino rossoblù. «Temevo di essermi fatto molto male ma per fortuna è andata meglio del previsto. Sono stato fermo cinque giorni. A parte la gara con la Juve, sono sempre stato a disposizione. Negli ultimi anni ho giocato tanto, se fossi stato l’allenatore avrei fatto le stesse scelte dopo quelle tre vittorie consecutive. Cerco sempre di dare il massimo e di farmi trovare pronto». Dopo la vittoria col Verona si era ipotizzata una sua possibile partenza: «So che ci sono state delle voci. Ma sono contento di essere rimasto».











