La sabbia non è scomparsa, è solo nascosta sotto il mare. È questa la lettura, insieme tecnica e fiduciosa, che arriva da chi la spiaggia delle Bombarde la vive ogni giorno. «La sabbia è sepolta dal mare, depositata a pochi metri dalla costa, quindi sarà più facile che ritorni». Giovanni Manca, titolare dello stabilimento J&B Le Bombarde Beach, guarda oltre la furiosa libecciata che nei giorni scorsi ha trasformato la perla della Riviera del Corallo in un paesaggio quasi lunare.
I venti dai quadranti sud-occidentali hanno eroso l’arenile, trascinando buona parte del sedimento nello specchio acqueo a un centinaio di metri dalla riva. Dove fino a pochi giorni fa c’era un tappeto uniforme di sabbia chiara, oggi affiorano scogli e chiazze irregolari. Il resto è sott’acqua.
«La sabbia non è sparita - ribadisce l’imprenditore balneare - è semplicemente sommersa. Ora attendiamo con fiducia il maestrale». Dal 1993 Manca presidia il litorale e ne conosce gli equilibri fragili, scanditi da stagioni e mareggiate.
Speranze
L’auspicio è che, prima dell’estate, il moto ondoso ricomponga naturalmente il profilo della spiaggia. C’è chi propone un intervento mirato, con una piccola draga capace di aspirare il sedimento sommerso e riportarlo sull’arenile, come avviene in Liguria o in Toscana, senza alterarne colore e composizione. Ma l’orientamento del Comune è attendista: lasciare che sia la natura a fare il suo corso.
Il Lido
Anche la spiaggia urbana di Alghero è stata maltrattata dalla bufera: sabbia sulla carreggiata, cumuli di posidonia sulla battigia. «Sicuramente ci vorrà un servizio di pulizia straordinario», osserva Antonello Pinna dello stabilimento Magic Beach. L’assessore all’Ambiente Raniero Selva invita alla calma. «Entro aprile capiremo come sarà effettivamente la situazione e, se dovremo correre ai ripari, per fortuna abbiamo le riserve di sabbia pulita provenienti dal lavaggio della posidonia in esubero».





