Trecentomila euro in più di carburante in un solo un mese, dallo scorso 18 gennaio ad oggi. E poi gomme, sospensioni, imprevisti per un totale vicino al mezzo milione. È il conto salatissimo che i cittadini del Sarrabus (in particolare, di Villaputzu) stanno pagando da quando il guado rialzato di fianco al ponte di ferro è chiuso per l’ingrossamento del Flumendosa. E così l’unica strada per raggiungere Villaputzu è quella che, attraverso la 125 Var, passa da Quirra e poi sulla vecchia 125: quaranta chilometri tra andata e ritorno anziché sei.
Lo studio
La stima è del “Comitato per un nuovo ponte”, presieduto da Antonio Congiu: «In questo mese – sottolinea – ci siamo divisi in gruppi e abbiamo contato le auto in transito dalle 6 del mattino a mezzanotte. Siamo arrivati a 4.983 ma, considerata la fascia notturna che non abbiamo preso in considerazione e le tante persone che per scelta non percorrono il guado, i transiti sono sicuramente superiori ai seimila al giorno». Tradotto: tre milioni di chilometri in più in un mese per un esborso extra, per il solo carburante, di circa trecentomila euro. «Se, come aveva proposto la Provincia – aggiunge Congiu – si fosse rimasti col solo percorso alternativo da Quirra, in questi due anni coi soldi che i sarrabesi sarebbero stati costretti a sborsare forse si sarebbe potuto costruire un ponte nuovo».
Il guado “in autonomia”
Pericolo (in parte) scampato grazie alla determinazione del Comune di Villaputzu (sindaco Sandro Porcu in testa) che, nonostante non fosse di sua competenza, ha realizzato il guado rialzato. Senza quell’opera, in questi due anni il costo extra di carburante per i cittadini del Sarrabus sarebbe stato di otto milioni di euro, da sommare ai danni al tessuto economico: in media (adesso che il guado è chiuso) per un prodotto o un servizio acquistato a Villaputzu si arriva a pagare sino al trenta per cento in più. E, come se non bastasse, le attività commerciali di Villaputzu assistono impotenti a un crollo del fatturato. «Dati pazzeschi – dice ancora Congiu - che gridano vendetta. Una situazione degna di un paese incivile».
Tempi lunghi
L’innalzamento del livello del Flumendosa in questi ultimi giorni non fa ben sperare per un’immediata riapertura del guado rialzato: c'è il rischio di restare imbrigliati sino al mese di marzo. Quello che tutti chiedono, però, è la riapertura del vecchio ponte di ferro: «Si portino a termine quei lavori infiniti – conclude il presidente del comitato – e si proceda a spron battuto per realizzare sia un nuovo ponte sia uno svincolo sulla Nuova 125. La pazienza è finita». Oggi i consiglieri della Città metropolitana di Cagliari affronteranno (anche) la questione della ditta che sta lavorando a rilento sul ponte: è considerata inadempiente e dunque – questa è la recente richiesta del sindaco di Villaputzu – dovrebbe essere estromessa dal cantiere e sostituita con una nuova ditta.
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