Non può essere il numero di stelle a giudicare una Sartiglia. Conta certo, ma da solo non dice molto. Dice che quest’anno la domenica non è andata male (meglio del 2023 ad esempio) ma neppure benissimo (ne mancano 4 rispetto al 2024). La Sartiglia di san Giovanni guidata da Daniele Mattu però verrà ricordata per due aspetti: una bellissima remada e un’organizzazione quasi impeccabile.
«Giornata speciale»
«Sì, grazie. In effetti mi hanno detto che ho fatto una bella remada: io spero di aver fatto divertire il pubblico». Daniele Mattu, il giorno dopo aver vestito i panni del capocorsa, più che tracciare un bilancio, evidenzia la grande emozione che ha provato «fin da quando ho messo i piedi sulla mesitta. Una giornata speciale, che ho vissuto con gioia sino alla fine». E pazienza se la stella non è arrivata, Mattu ha guidato la giostra con cuore e testa, scandendo i tempi in modo corretto e risalendo in via Duomo dopo 74 discese (tante ma non troppe) poco prima delle 16.30 «perché volevo che tutti avessero la possibilità di fare le pariglie. Poi purtroppo in via Mazzini è capitato un incidente che ci ha fatto perdere una ventina di minuti, un intoppo che ovviamente non è dipeso da me». D’altronde il lungo applauso che gli stessi cavalieri gli hanno attribuito, finite le pariglie, in via Aristana prima che entrasse nella sede dei Contadini per la svestizione, dimostra quanto i protagonisti abbiano apprezzato la conduzione del capocorsa. Il 39enne rivolge infine un pensiero a Graziano Pala, che oggi guida la giostra: «Gli ho suggerito di godersela sino alla fine e di viverla tranquillamente, come ho cercato di fare io».
Gli incidenti
La giornata dei Contadini è stata segnata anche da una caduta durante le pariglie (Stefano Spiga è ricoverato in ospedale con quattro costole fratturate) e un dramma che ha vissuto l’esordiente Marco Daga e di riflesso i compagni di pariglia, Mauro Puddu e Davide Urgu. «Appena arrivati vicino alla rotonda di piazza Manno, prima di imboccare via Duomo per il corteo di inizio della corsa alla stella – racconta Daga – un gruppo di ragazzini ha lanciato petardi praticamente sugli zoccoli di Hurrimera. Quegli scoppi l’hanno spaventata talmente tanto che dopo pochi metri è crollata a terra». Il 39enne racconta la morte della sua cavalla con le lacrime agli occhi «perché per me e per la mia famiglia era come una figlia. Aveva 14 anni, mai un problema, stava benissimo. E che nessuno dica che non era abituata a stare tra la folla perché durante la sua vita ha fatto tantissimi viaggi, ha partecipato a decine di manifestazioni anche in ippodromi con ventimila persone. Era davvero speciale». Quando capitano queste tragedie galoppano anche le proteste di associazioni di animalisti. «La morte di un cavallo alla Sartiglia è inaccettabile per il semplice motivo che lì non ci doveva stare», scrive il presidente di Italian horse protection dalla sede di Montaione, Sonny Richichi. «Si tratta di un episodio grave, che conferma come l’impiego dei cavalli in eventi di spettacolo comporti rischi non eliminabili», rincara la dose, da Roma, la Lav. «Parlano senza conoscere, per il gusto di accusare. Preferisco non rispondere a gente che non sa neanche dove è Oristano, figurarsi se possono capire quanto amavo la mia cavalla», conclude Daga.
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