La Sartiglia negli anni terribili delle pestilenze, delle guerre e della miseria più nera talvolta non si è corsa. Si dice che però su Componidori sia sempre uscito anche da solo, o forse sempre da solo, per benedire la sua città, Oristano. Vestito nella notte a lume di candela, montava il suo cavallo poco prima dell’alba affrontando da solo i pericoli della peste per benedire tutto e tutti con sa pippia ‘e maiu. Il “si dice” è diventato storia nel 2021, anno segnato dal Covid. Da allora in poi, nei giorni della Sartiglia, il Componidori del Gremio del Cavaliere Infinito, nato da quel geniaccio di Filippo Martinez nominato majorale a voce di popolo, è uscito da solo nella notte per ripetere la misteriosa benedizione dell’alba.
Ieri alle 4.56 spaccate, il rito si è ripetuto anche quest’anno. Dopo la cerimonia notturna della vestizione nella chiesa secentesca di San Domenico, il volto dietro una maschera dorata, cilindro nero e mantellina bianca e camelia rossa appuntata al petto, è montato in sella a un possente sauro e passando davanti alla Cattedrale di Santa Maria, ha benedetto Oristano, antica capitale del Giudicato d’Arborea e tutta la Sardegna.
A un quarto alle sette con lo spuntar dell’alba si è trasferito a Torregrande e dalla battigia ha esteso la sua benedizione a ogni popolo che in questo momento «sta patendo guerre e stermini». Ad assistere alla vestizione e alla benedizione un bel gruppo di oristanesi, di anno in anno sempre più numeroso.
«Il Cavaliere Infinito uscirà comunque e in qualunque tempo a venire per benedire come nel 1656 anno della peste nera che uccise gran parte della popolazione di Oristano e dei paesi vicini, la sua città, l’Isola e il mondo intero» conclude Filippo Martinez.
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