Premessa: la pubblicazione dei redditi di chi fa politica in Italia è un obbligo di legge ed è finalizzato alla trasparenza, volto a prevenire conflitti di interesse e a rendere conto ai cittadini della situazione patrimoniale dei propri rappresentanti. Che piaccia o no, dunque si deve fare. Detto questo, però, la domanda sarebbe: è davvero utile rendere pubbliche le dichiarazioni dei redditi dei politici? Il tema è divisivo, tra favorevoli e contrari, e il dibattito è apertissimo. Dove si inserisce Pierluigi Mannino, capogruppo di FdI a Palazzo Bacaredda, che pone una serie di interrogativi: «Siamo sicuri che la “trasparenza” in politica si riduca a esibire redditi, curricula e dichiarazioni?», domanda. E poi aggiunge: «Non è forse solo un contentino per il voyeurismo di chi, forse frustrato dalla propria vita, sbircia nei dettagli altrui dal buco della serratura, dalla stampa o dal sito istituzionale? La vera trasparenza dovrebbe misurare quanto un eletto o un dirigente incassa dalle casse pubbliche e quanto restituisce in concreto: lavoro svolto, bisogni soddisfatti, risultati tangibili per i cittadini». ( ma. mad. )
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