Andranno a processo il commercialista cagliaritano Aldo Cadau, all’epoca dei fatti commissario della Zes (la Zona economica speciale), e Melissa Mencarelli, moglie di Roberto Raimondi (già a dibattimento per corruzione, ma ora rinviato a giudizio anche per la turbativa d’asta). La Corte d’appello, presieduta dal giudice Giovanni Lavena, ha accolto la tesi del pm Giangiacomo Pilia e ha ribaltato la sentenza di proscioglimento pronunciata a marzo dello scorso anno dal gup del Tribunale, Giorgio Altieri, che aveva rinviato a giudizio l’ex governatore della Sardegna, Christian Solinas, e altri 6 imputati accusati di corruzione, ma aveva fatto cadere le accuse di turbativa d’asta nei confronti di Cadau, Raimondi e Mencarelli. Le contestazioni rientrano all’interno della doppia inchiesta sulle presunte nomine in cambio di corsi universitari e della promessa di una laurea ad honorem in un’università albanese, ma anche della vendita di una casa di Solinas all’imprenditore Roberto Zedda per 550mila euro (dei quali 375mila versati) che la Procura ritiene valga appena 72 mila euro.
Dopo il proscioglimento di Cadau, Raimondi e Mecarelli dall’accusa di turbata libertà degli incanti, il pm Pilia – titolare dell’inchiesta – aveva impugnato la decisione. Il Gup un anno fa aveva riqualificato per tutti e tre l’accusa originaria di turbativa d’asta in abuso d’ufficio, ritenendo il fatto non più previsto dalla legge come reato. Ora i giudici di secondo grado hanno accolto l’appello del pm e disposto il rinvio a giudizio al 12 marzo davanti alla Seconda sezione del Tribunale: la Procura potrebbe chiedere di riunire il procedimento con quello di Solinas e gli altri sei imputati già a dibattimento.
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