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Loris Salomoni1 aprile 2021

Adolfo Fantaccini

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inviato

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ROMA. Il vento è la sua linfa vitale, il mare gli trasmette energia al punto che, dopo l'arrivo della tempesta chiamata Covid-19, ha pensato per un attimo di fare i bagagli e di imbarcarsi per un giro del mondo permanente. "A bordo con tutta la famiglia? Si, ci ho pure pensato, ma non era fattibile, perché i figli vanno a scuola e mia moglie non sarebbe mai venuta in barca. Navigare per mesi non è un gioco da ragazzi...". Giovanni Soldini in solitario e non ha attraversato gli oceani, ha polverizzato record, superato limiti e, ai tempi del Coronavirus, ha progettato una primavera all'insegna di nuove sfide. "Beh, visto che non si regata, proviamo a fare altro - racconta all'ANSA -. Abbiamo suddiviso la stagione in due parti, l'unica cosa certa è il trimarano Maserati. La situazione è un po' strana, ma abbiamo deciso di dedicare questi mesi a nuovi primati: dopo la Montecarlo-Porto Cervo punterò al record di attraversamento del Canale della Manica: sarà un'impresa difficile, anche se il percorso è breve. Però, possiamo farcela. Partiremo venerdì, cercheremo di battere il record che appartiene a un anglo-americano, poi ci dedicheremo alla Giraglia. Saremo tre barche, Mod 70 tutti uguali, si vedranno regate super-combattute; a luglio sarà la volta dell'Aegean 600, con partenza da Atene". Soldini continua a navigare e a osservare il mondo che cambia: pandemia e non solo.

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"Sicuramente la diffusione del virus ci ha limitati, questo è davanti agli occhi di tutti - fa notare -: la gente magari pensa che a mare non puoi ammalarti, perché resti a bordo con le stesse persone. Il problema è che non sai dove approdare perché, dove arrivi, ti blindano". Maserati Multi 70 è tornato in acqua a fine febbraio, dopo un cantiere durato quasi quattro mesi. "L'anno scorso - racconta lo skipper - abbiamo avuto problemi con il recupero della barca, poi abbiamo approfittato per migliorarla, sia dal punto di vista aerodinamico che idrodinamico, inserendo nuove derive. Se riuscissimo a conquistare il record della Manica, non sarebbe certo impresa da poco". Traversate oceaniche, ma anche sfida sportiva allo stato puro: l'America's Cup, che si è conclusa da un paio di settimane, con Luna Rossa che se l'è giocata fino alla fine, ha appassionato Soldini. "Sono sempre stato un grande fan dei monoscafi AC75, la Coppa America è tornata all'avanguardia negli ultimi anni, questo aspetto progettuale ha avuto ricadute sul modo di pensare le barche. I foil, ormai, fanno parte di qualsiasi progetto. Noi del team Maserati siamo stati dei precursori, abbiamo ideato qualcosa di super-interessante a livello di sviluppo. In Italia, per molto tempo, ci sono state due fazioni, mi sembra però che i fatti alla fine abbiano smentito chi diceva che queste non erano barche, ma altro. Era tempo di cambiare, a me piacciono le barche veloci e le innovazioni. Ho avuto la fortuna di fare un giro con Luna Rossa, mi ha impressionato la differenza di velocità e di efficienza di bolina rispetto a un trimarano: loro vanno a 35 nodi, noi arriviamo a 20". Il navigatore Soldini, da sempre ecologista convinto e attento osservatore dei mutamenti climatici, ha una visione assai pessimistica sulla deriva del pianeta, ormai prigioniero dell'inquinamento.

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