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Giovanni Soldini ci prova sul mar di plastica

Daniela Pinna1 aprile 2021

Adolfo Fantaccini

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Il vento è la sua linfa vitale, il mare gli trasmette energia al punto che, dopo l'arrivo della tempesta chiamata Covid-19, ha pensato per un attimo di fare i bagagli e di imbarcarsi per un giro del mondo permanente. "A bordo con tutta la famiglia? Si, ci ho pure pensato, ma non era fattibile, perché i figli vanno a scuola e mia moglie non sarebbe mai venuta in barca. Navigare per mesi non è un gioco da ragazzi...".

Giovanni Soldini in solitario e non ha attraversato gli oceani, ha polverizzato record, superato limiti e, ai tempi del Coronavirus, ha progettato una primavera all'insegna di nuove sfide. "Beh, visto che non si regata, proviamo a fare altro - racconta all'ANSA -. Abbiamo suddiviso la stagione in due parti, l'unica cosa certa è il trimarano Maserati. La situazione è un po' strana, ma abbiamo deciso di dedicare questi mesi a nuovi primati: dopo la Montecarlo-Porto Cervo punterò al record di attraversamento del Canale della Manica: sarà un'impresa difficile, anche se il percorso è breve. Però, possiamo farcela. Partiremo venerdì, cercheremo di battere il record che appartiene a un anglo-americano, poi ci dedicheremo alla Giraglia. Saremo tre barche, Mod 70 tutti uguali, si vedranno regate super-combattute". Soldini continua a navigare e a osservare il mondo che cambia: pandemia e non solo.

Bloccati dal virus

"Sicuramente la diffusione del virus ci ha limitati - fa notare -: la gente magari pensa che a mare non puoi ammalarti, perché resti a bordo con le stesse persone. Il problema è che non sai dove approdare perché, dove arrivi, ti blindano". Maserati Multi 70 è tornato in acqua a fine febbraio, dopo un cantiere durato quasi quattro mesi. "L'anno scorso - racconta lo skipper - abbiamo avuto problemi con il recupero della barca, poi abbiamo approfittato per migliorarla, sia dal punto di vista aerodinamico che idrodinamico, inserendo nuove derive". Traversate oceaniche, ma anche sfida sportiva allo stato puro: l'America's Cup, che si è conclusa da un paio di settimane, con Luna Rossa che se l'è giocata fino alla fine, ha appassionato Soldini. "Sono sempre stato un grande fan dei monoscafi AC75, la Coppa America è tornata all'avanguardia negli ultimi anni, questo aspetto progettuale ha avuto ricadute sul modo di pensare le barche. I foil, ormai, fanno parte di qualsiasi progetto. Noi del team Maserati siamo stati dei precursori. Ho avuto la fortuna di fare un giro con Luna Rossa, mi ha impressionato la differenza di velocità e di efficienza di bolina rispetto a un trimarano: loro vanno a 35 nodi, noi arriviamo a 20".

Viva l’ambiente

Il navigatore Soldini, da sempre ecologista convinto e attento osservatore dei mutamenti climatici, ha una visione assai pessimistica sulla deriva del pianeta, prigioniero dell'inquinamento. "Ci sono molti problemi dal punto di vista del riscaldamento della terra e dell'inquinamento derivante soprattutto dalla plastica. Abbiamo cominciato a notarla sempre di più negli ultimi 15 anni e la situazione peggiora non solo nel Mediterraneo. La plastica abbiamo iniziato a usarla qualche decina di anni fa e, in poco più di mezzo secolo, siamo riusciti a riempire il pianeta. E' pure follia. Bisogna innanzi tutto che le persone diventino più sensibili a questi temi, a quello che si consuma e a come si consuma ". Perciò, bravo Soldini, cantagliene quattro!

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