Dopo la segnalazione di un cittadino, nei giorni scorsi un rappresentante del Corpo dei Vigili del Fuoco, giunto da Cagliari e in divisa, ha effettuato un sopralluogo al cimitero di Lunamatrona per verificare le condizioni della tomba di Giuseppe Deliperi, pompiere 19enne morto nel giugno del 1943 e insignito della medaglia al valore civile nel 1949. Oggi la sua sepoltura versa in uno stato di degrado, logorata dal tempo. Dai colloqui con l'amministrazione comunale, si cercherà di restituire dignità e memoria a un giovane che ha servito lo Stato fino all’estremo sacrificio.
La segnalazione
La segnalazione di Francesco Mereu, 77 anni, è arrivata fino a chi quella tomba la conosce da oltre mezzo secolo. Mario Dionigi Losengo, 78 anni, vigile del fuoco in pensione e presidente della sezione locale dell’Associazione Nazionale dei Vigili del Fuoco, ripercorre le tappe che hanno incrociato la sua carriera con la memoria di Deliperi. «Ho iniziato a portare i fiori nell tomba di questo giovane collega nel novembre 1968 – racconta –. Ero ausiliario militare a Cagliari. Il capo mi disse di prendere un mazzo di fiori e portarlo a Lunamatrona, sulla tomba di Deliperi». Da allora, ogni anno, si occupa di garantirne il ricordo con un omaggio floreale. Losengo è definito dai colleghi «una memoria storica». La morte del giovane vigile è avvolta nel mistero. In paese si racconta che fosse morto annegato nella “Funtana Manna”, nell’attuale piazza Marconi. «I carabinieri chiesero l’intervento dei vigili in quel pozzo, perché sospettavano la presenza di armi, e Deliperi morì – secondo le testimonianze raccolte all’epoca – a causa di esalazioni tossiche dalla motopompa».
La sepoltura
«Le condizioni della sepoltura, aggiunge, erano già precarie nel 1968». «Da quando sono presidente della sezione mi occupo di assicurare i fiori, come per tutti i caduti. Qualche anno fa, trovandomi a Sanluri per una lezione sulla sicurezza, mi avvicinai alla tomba con i membri del comando locale. Chiesi di posizionare la croce che è tuttora presente e di provare a sistemare la sepoltura». Dopo l’articolo pubblicato un mese fa su L’Unione Sarda, Losengo ha chiesto spiegazioni per lo stato di abbandono. «Pensavo fosse stato fatto qualcosa», si limita a dire. Subito si è attivato con le istituzioni e, nel giro di pochi giorni, un rappresentante del Corpo ha effettuato il sopralluogo e ha incontrato l’amministrazione di Lunamatrona. Sono state scattate fotografie e informato il comandante provinciale per avviare l’iter di reperimento dei fondi necessari al restauro. «Abbiamo capito che le risorse che non dovrebbero mancare», assicurano il sindaco Italo Carrucciu e il vicesindaco Emanuele Murru. «L’obiettivo è ricostruire la tomba nel modo più fedele possibile all’originale», spiegano. Non sarà semplice: le condizioni sono compromesse e non sono state ancora trovate fotografie d’epoca: «chiunque le abbia, le metta a disposizione», chiedono. «Come associazione – conclude Mario Dionigi Losengo – siamo disposti a contribuire economicamente».
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